Un
frullatore da tavolo è una caraffa con le lame sul fondo e un motore alla base: si riempie, si chiude e si accende. È la forma giusta quando quello che si frulla è già freddo e in quantità — frullati, smoothie, ghiaccio — mentre per una zuppa nella pentola conviene il
frullatore a immersione, che costa in media la metà.
Il prezzo medio in catalogo è di 105 euro, ma la forbice va da poco più di dieci a quasi seicento, ed è la forbice più larga di tutta la cucina. In mezzo ci stanno tre oggetti diversi: il frullatore personale da bicchiere, che si svita e diventa la borraccia; quello domestico da 1,5 litri in vetro; e il modello ad alta velocità, con caraffa da 2 litri e giri dichiarati sopra i 45.000, che è quello che rompe davvero la frutta secca e il ghiaccio.
Vetro o Tritan è una scelta pratica più che di qualità: il vetro non trattiene odori e non si opacizza, il Tritan pesa meno e non si rompe se cade. Sulla lama, quello che cambia il risultato non è il numero di punte ma la velocità con cui gira e la forma della caraffa, che deve rimandare il cibo verso il centro invece di lasciarlo appiccicato ai lati.
Vedi anche i
robot da cucina, che frullano ma soprattutto affettano e impastano, e gli
estrattori di succo, che al contrario del frullatore separano il succo dalla fibra.