Un'
impastatrice planetaria si chiama così per il movimento: il gancio gira su sé stesso e contemporaneamente percorre il bordo della ciotola, come un pianeta sulla sua orbita. È questo che le permette di lavorare una massa pesante per venti minuti senza scaldarla, cosa che un
robot da cucina con la lama veloce non fa.
I litri della ciotola non sono il prezzo. Nel nostro catalogo una macchina con ciotola da
3-6 litri costa in media
323 euro e una da
7 litri e oltre ne costa
390: sessantasette euro di differenza per due o tre litri in più. Quello che fa davvero il prezzo è il motore e la trasmissione — a ingranaggi in metallo sulle macchine serie, a cinghia o a plastica sulle altre — perché è lì che una planetaria si rompe.
La potenza dichiarata inganna. Si trovano macchine da 1500 e 2200 W accanto ad altre da 300 W che costano il doppio: le prime dichiarano la potenza assorbita di picco, le seconde quella resa in continuo. A parità di prezzo, una planetaria da 300 W di una marca storica impasta più di una da 2000 W senza nome.
In confezione arrivano quasi sempre
tre utensili — gancio per impastare, frusta a filo per montare, foglia per amalgamare — e su alcune macchine l'attacco frontale accetta tritacarne, sfogliatrice e torchio per la pasta, che si comprano a parte. Vedi anche i
frullatori.